
L’irrigazione del terreno è molto importante per poter disporre di piante che siano in salute. L’irrigazione è un’operazione che non va lasciata al caso, ma per eseguirla correttamente ci sono alcune regole da seguire. La crescita di ogni pianta è legata in maniera forte alla presenza di acqua. Infatti l’acqua è l’elemento indispensabile, per apportare alle piante i principi nutritivi di cui esse hanno bisogno. Se non c’è abbastanza acqua nel terreno in cui si trovano le piante, esse possono subirne le conseguenze, appassendo. Naturalmente ogni specie di pianta ha bisogno di una certa quantità di acqua.
Come funziona un’elettropompa autoadescante
L’irrigazione si può effettuare anche con elettropompe autoadescanti. Ma come funziona un’elettropompa di questo genere? Le pompe centrifughe autoadescanti funzionano grazie alla forza centrifuga che viene utilizzata per prelevare l’acqua.
Poi, attraverso degli specifici giranti, l’acqua ha la possibilità di arrivare alla mandata della pompa. Solitamente l’adescamento viene fatto in maniera manuale. Per realizzare questa operazione, bisogna annullare l’aria all’interno della pompa. Per raggiungere questo obiettivo, si deve provvedere a riempire d’acqua le tubazioni.
Le pompe autoadescanti in particolare, però, non necessitano di un aiuto manuale per essere avviate. Basta riempire d’acqua il corpo della pompa e, entrando in funzione, i giranti sono capaci di risucchiare l’aria contenuta nella condotta. L’aria si miscela con l’acqua e poi esce dal tubo di mandata. L’acqua, invece, torna in circolazione.
I fattori da valutare per una buona irrigazione
Ci sono vari fattori da tenere in considerazione perché un’irrigazione possa riuscire bene. Innanzitutto bisogna vedere qual è la morfologia del terreno. Infatti ci possono essere terreni forti e molto compatti, che resistono alla penetrazione da parte dell’acqua.
Ci possono essere dei terreni sciolti, che sono in grado di assorbire l’acqua in maniera molto rapida e riescono velocemente a cederla in profondità. Inoltre ci possono essere terreni di medio impasto, che sono in grado di assorbire e di trattenere l’umidità.
Ma oltre alla qualità del terreno, anche altri elementi sono importanti. Basti pensare per esempio al clima, che comprende diversi fattori, come la quantità di precipitazioni, l’irraggiamento da parte del sole, l’umidità dell’aria, il soffiare del vento e le temperature in generale.
Consideriamo poi il tipo di coltura impiantata in un dato terreno. Infatti ogni specie vegetale richiede un fabbisogno di acqua diverso che può variare anche in base ai tempi di sviluppo della pianta.
Quando irrigare il terreno
La frequenza di irrigazione dipende proprio dalla qualità della pianta, dal suo fabbisogno idrico giornaliero. In generale però si può tenere conto di alcune regole importanti da mettere a punto.
Le piante vanno innaffiate quando il terreno è asciutto e si presenta come piuttosto arido. Bisogna provvedere ad un’irrigazione lenta, in modo che l’acqua possa impregnare il terreno senza scivolare subito via.
È fondamentale innaffiare poco, ma in maniera costante. Bisogna evitare infatti le quantità di acqua eccessive, per non creare problemi alle radici, che in presenza di acqua in eccesso potrebbero anche marcire.
L’irrigazione va effettuata preferibilmente durante le ore del mattino o dopo il tramonto. In questo modo l’acqua evapora più lentamente e può mantenere più a lungo il terreno umido.
Anche durante le stagioni fredde bisogna provvedere all’irrigazione, almeno se la temperatura non è inferiore allo zero. Nella stagione invernale, tuttavia, è consigliabile innaffiare le piante durante le ore più calde della giornata. Infatti nelle ore meno calde potrebbe gelare e non raggiungere l’obiettivo di mantenere umido il terreno e soprattutto di non raggiungere le radici, che hanno bisogno di principi nutritivi apportati dall’acqua.
Da tenere conto anche la quantità delle precipitazioni atmosferiche, visto che durante le stagioni fresche, più soggette alle piogge, si può irrigare anche un giorno alla settimana.